AAMS scommesse in Italia 2026 — la concessione ADM, il RUA e il conto che paghi tu

Updated Novembre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.
Ultimo aggiornamento: Tempo di lettura: 54 min
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AAMS non esiste più come sigla di riferimento, ma il mercato italiano continua a chiamarla così, e il nome vecchio resta la scorciatoia più comoda per dire una cosa sola: chi può accettare una scommessa da un giocatore in Italia. La risposta sta in un elenco pubblico, l'«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l'ADM (ex AAMS) per chi arriva da qualche anno fa. Letto il 25 ottobre 2026, quell'elenco conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it.

Quel numero di partenza non dice niente di divertente. Dice che il gioco a distanza con vincite in denaro in Italia è un mercato chiuso a chi non ha una concessione, che le concessioni si assegnano con gara pubblica e non a sportello, e che il titolo si riferisce al sito, non alla società. Da lì in avanti la domanda giusta non è più «chi è legale», perché la lista risponde, ma «quanto mi costa», e la risposta ha tre voci: il margine che il bookmaker incassa dentro ogni quota, il deposito che io stesso decido di potermi permettere, e i giorni che perdo se un giorno decido di fermarmi.

Dati aggiornati al 2 Novembre 2026; le verifiche su concessioni e siti autorizzati sono state condotte sull'elenco dei concessionari per il gioco a distanza pubblicato dall'ADM e sui termini dei conti di gioco dei singoli operatori.

Come leggere la classifica: migliore non significa più generoso

La parola «migliore», in una pagina sulle scommesse italiane, fa un lavoro che non può fare. Non esiste un operatore migliore in assoluto: esiste un operatore più adatto a un modo di giocare, e il modo di giocare si decide prima di guardare i listini. Un conto aperto per piazzare due singole a settimana su Serie A ha esigenze opposte a quelle di chi vive dentro le multiple della domenica sera.

Per questo la classifica che segue non è un podio e non è una raccomandazione. È una lista di dieci concessionari, nell'ordine in cui il materiale li ha passati in rassegna, e i criteri con cui li ho letti sono tre, dichiarati qui una volta e validi per ognuno dei dieci.

Il titolo. Ogni operatore della lista è un concessionario ADM con un numero di concessione e una società titolare, e quel numero lo dichiara lui stesso nei termini del conto di gioco. Il primo criterio è la verificabilità: un numero che posso leggere nei termini e ritrovare nell'elenco dell'Agenzia vale più di qualunque sigillo disegnato in home page.

Il costo dell'offerta. Non guardo quanto è grande un bonus di benvenuto, guardo quanto costa trasformarlo in soldi. Un bonus reale da 50 € che si gioca una volta e si preleva è una cosa; un bonus che richiede rigioco, una quota minima per la giocata valida e un massimale di vincita è un'altra, e la seconda spesso vale meno della prima pur avendo il doppio dei decimali nella comunicazione.

La tenuta nel tempo. Quello che l'operatore mi lascia fare su me stesso: strumenti per fissare una pausa, un limite, un'esclusione, e quanto è semplice farli valere. Un conto con procedure di autoesclusione chiare è un conto dove so già oggi cosa succede il giorno che non voglio più giocare.

Il numero di concessione è il primo dato da cercare

Aprire un conto di gioco significa identificarsi per intero, e nel momento in cui firmi il contratto il concessionario deve dirti chi è e per quale titolo opera. Admiralbet, per esempio, scrive nei suoi termini di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. È una frase noiosa che nessuno legge, e vale più di dieci pagine di recensioni.

Perché vale: quel numero è nella lista pubblica dell'Agenzia, e controllarlo richiede trenta secondi. La lista dell'ADM, però, ha un limite che conviene sapere subito, e non è una formalità. Non ha una colonna per i giochi. Una concessione per il gioco a distanza non distingue tra scommesse sportive, poker, casinò, exchange e bingo: un concessionario può avere il diritto di offrirne una qualunque combinazione, e un nome presente nell'elenco non dimostra da solo che quel sito prenda scommesse sportive. Quello lo dimostra il sito dell'operatore, con la sua sezione scommesse e il suo palinsesto.

Il rovescio della medaglia è più serio. Un marchio assente dalle 52 righe del 25 ottobre 2026 non ha, per questo mercato, alcun titolo: e qui i nomi contano, perché quattro marchi molto notoriamente presenti nella ricerca online italiana — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — in quelle righe non ci sono. Non è un dettaglio tecnico da appassionati di regolamenti. Quei siti accettano il giocatore italiano senza avere nulla da offrirgli sul piano della tutela, e li ritroveremo quando parleremo di quello che si perde giocando fuori.

Cosa distingue davvero due offerte a confronto

Un'offerta di benvenuto si legge in tre punti, non in uno. Il tipo: bonus in denaro, bonus da giocare, free bet, cashback, quota maggiorata sono cose diverse, e la free bet ha una caratteristica che sorprende chi non la conosce — se vince, la quota non ti restituisce la puntata, perché la puntata era gratis ma non era tua. L'importo: serve a poco se non si legge insieme alla soglia minima di deposito e al tetto massimo di vincita collegato. Il costo: il rigioco, la quota minima ammessa, i giorni disponibili per completare.

E poi c'è il pezzo che nessuno mette in pubblicità, e che è il vero costo di qualunque scommessa. Il margine del bookmaker è la parte che l'operatore trattiene su ogni unità puntata in un mercato, e si legge dalle quote: il payout di un mercato è 1 diviso la somma dei reciproci delle quote di tutti gli esiti, e il margine è 100 % meno quel payout. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — un esempio, non un prezzo di listino — il payout è 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %, e il margine è all'incirca il 5 %. Quel 5 % è già dentro ogni singola che giocherai, anche nella più piccola, anche in quella che piazzi per soddisfare un requisito.

AAMS, ADM e il mercato delle scommesse italiane: che cos'è cambiato

La sigla AAMS ha continuato a vivere nel linguaggio comune molto dopo aver perso il suo referente. L'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è finita dentro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e da allora il regolatore si chiama ADM. Nelle conversazioni, nei nomi delle sezioni, nelle domande che la gente scrive nei motori di ricerca, l'acronimo vecchio è rimasto. Non è nostalgia: è un'abitudine, e come tutte le abitudini è precisa finché non si deve fare una verifica concreta.

La verifica concreta passa dal quadro che oggi regge il settore. Il riferimento è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte: si assegnano con gara pubblica, e la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni. Il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Tre conseguenze di quel disegno toccano il portafoglio di chi scommette.

La concessione dura a tempo. Sotto l'art. 6, comma 3 del decreto, i vincitori della gara possono gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. È la ragione per cui il settore cambia pelle con regolarità: chi entra deve mettere sul tavolo un piano industriale, una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo e l'impegno ai limiti di deposito che l'ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata del titolo (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). Per il giocatore significa una cosa semplice: le regole di un conto non cambiano a metà strada.

L'offerta non è libera. L'art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l'ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Scommesse sportive e casinò non sono lo stesso permesso con nomi diversi: sono voci diverse dello stesso elenco, e chi ha l'una non ha per forza l'altra.

Il palinsesto decide cosa puoi giocare. L'art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall'ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato, e l'Agenzia autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano dentro il palinsesto di un singolo operatore è cosa che si legge nel suo listino, non in un elenco pubblico.

Vale la pena fermarsi su un elemento che il linguaggio comune appiattisce. L'ippica, nella legge, è due cose separate: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l'art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che hanno una voce propria, la lett. c), e richiedono una concessione propria. Che un marchio prenda online i totalizzatori dell'ippica nazionale non lo si deduce dalla sua presenza tra i concessionari. Idem per il totalizzatore sportivo: la legge lo prevede, la presenza di un'offerta di concorsi pronostici online presso un marchio specifico non è ricavabile dall'elenco.

Gli eventi simulati hanno una definizione puntuale, l'art. 2, lett. v): sono le scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo mostrati tramite animazione o la riproduzione di un evento reale pre-registrato, e stanno dentro la concessione per le scommesse sportive. Nella pratica sono la sezione «Virtuali» dei siti, quella che si apre quando il calendario è vuoto.

Il betting exchange è una partita a sé

Tra le voci dell'art. 6, comma 1 c'è la lett. e): le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori. L'art. 2, lett. u) la definisce con precisione — il giocatore può fare la parte del puntatore o quella del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Il modello è diverso da quello di un bookmaker tradizionale, e le regole che ne discendono sono diverse, a partire dalla documentazione dell'exchange: per i conti sull'exchange italiano sono riportate condizioni specifiche, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, mentre un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario.

Chi offre un exchange oggi, e con quali commissioni, non lo dice nessun elenco: Betfair è stato il primo operatore ad averlo introdotto in Italia, con la concessione 16028. Basta sapere che è un prodotto con regole proprie, e che «quota fissa» non significa per forza «bookmaker».

Tre prodotti che sembrano la stessa cosa e non lo sono

Una buona parte della confusione sui siti legali nasce dal fatto che cose molto diverse finiscono nella stessa frase. Conviene separarle.

Una singola è una scommessa su un esito solo, con una quota che viene dal listino. Una multipla mette insieme più esiti nella stessa giocata: le quote si moltiplicano in un prezzo unico, e basta un esito sbagliato per perdere tutto. Un sistema è un insieme di giocate costruite su più esiti, con combinazioni parziali: costa più di una singola perché è, di fatto, più giocate insieme, e per questo è il formato che più spesso inganna chi calcola il costo a occhio. Il cash out è altro ancora: chiude una schedina prima della fine dell'evento incassando il valore che l'operatore le attribuisce in quel momento, che è sempre una proposta dell'operatore e non un diritto del giocatore.

Il punto pratico è che il margine lavora su ognuno di questi formati in modo diverso. Su una multipla le quote si moltiplicano e il margine si moltiplica con loro: è il motivo per cui le multiple, a parità di intuito, sono il formato più caro del listino, e non il più generoso come suggerisce la comunicazione dei «super bonus» sulla multipla.

Le regole ADM: dalla concessione al conto di gioco

Un operatore con concessione non è soltanto un operatore autorizzato: è un operatore a cui lo Stato ha imposto una serie di obblighi che si vedono nel conto. Il primo è l'identificazione piena. Il conto di gioco richiede l'identificazione completa, e i concessionari offrono la registrazione classica con copia di un documento accanto a quella con SPID; alcuni accettano anche la CIE tramite un provider SPID, e BetFlag rimanda esplicitamente alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l'art. 3, comma 1, lett. a) del decreto mette la tutela dei minori tra i principi del settore, mentre le condizioni di concessione prevedono l'esclusione dei minori dal gioco.

C'è un requisito che costa più di quanto sembri, ed è di carattere procedurale. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, come dichiarano le pagine degli operatori: se il termine passa, il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi apre un conto con la registrazione manuale e poi lascia i documenti in un cassetto si trova con un saldo fermo e nessuna spiegazione evidente. Non è una trappola, è una scadenza, e le scadenze si leggono prima.

Cosa dice la legge su quello che puoi giocare

Il perimetro dell'offerta legale è fissato dalle concessioni, e dentro il perimetro le regole non riguardano solo la legalità del gioco ma anche la sua forma. La scommessa a quota fissa su eventi sportivi è il prodotto centrale. Il totalizzatore è previsto dalla legge accanto a essa. Le scommesse su eventi simulati sono ammesse dentro la concessione per le scommesse sportive. Le corse dei cavalli possono essere giocate a quota fissa o a totalizzatore, l'ippica nazionale ha una concessione a sé.

Un capitolo separato e delicato riguarda le scommesse sugli eventi che coinvolgono i minori: esiste un provvedimento del direttore dell'ADM in materia, che richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto a chi scrive, e in assenza di quel testo la cosa onesta da dire è che la materia è regolata e che le condizioni specifiche si leggono nei provvedimenti dell'Agenzia. Gli esports, allo stesso modo, sono un'eventualità che dipende dal palinsesto approvato, non una presenza scontata.

C'è poi la domanda che molti si fanno e che ha una risposta breve: un tetto legale in euro alle puntate sulle scommesse sportive non risulta. Non c'è un massimo di puntata fissato per legge. Gli strumenti che limitano davvero quanto puoi perdere sono altri, e sono due: i limiti che decidi tu in registrazione e il limite di deposito che scegli tu, su cui torneremo tra poco, perché è la voce più importante di tutta questa pagina.

Deposito, ricarica e prelievo: chi tocca i tuoi soldi

Sui pagamenti il quadro italiano ha una particolarità che vale la pena conoscere, perché riguarda la ricarica del conto e non il prelievo. L'art. 13 del decreto n. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: l'ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto di gioco online solo su richiesta del titolare, dopo l'identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, entro 100 € a settimana in totale. Quei punti non possono pagare vincite né erogare il saldo, e l'iscrizione al registro costa 100 € all'anno a chi la esercita.

Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori con concessione ADM sono le carte, PostePay e altre prepagate, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti in tabaccheria tramite servizi come SisalPay o Mooney. Vale la regola generale: qualunque elenco di metodi pubblicato altrove invecchia, quello che vale per il tuo conto è nell'elenco dei termini dell'operatore che hai scelto.

Sul fronte opposto c'è una norma che riguarda i prestatori di pagamento e non i giocatori: l'art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d'intesa con la Banca d'Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. È una misura che sposta l'attrito dal giocatore al sistema dei pagamenti, e il suo effettivo avvio non è confermato.

Un metodo, invece, resta in una zona grigia che nessuna delle fonti lette chiarisce: le criptovalute presso un concessionario ADM. Non c'è uno statuto che nomini le rotaie approvate, e la questione resta aperta. Chi trova un sito .it che accetta cripto ha davanti a sé una domanda a cui questa pagina non sa rispondere, e la risposta utile è leggerla nei termini dell'operatore.

Brand Numero di concessione e concessionario Cosa dicono i termini dell'operatore sul tema di questa pagina
Sisal 16020, Sisal Italia S.p.a. L'app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile
SNAI 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell'evento
AdmiralBet 16048, Admiral Bet S.r.l. Concessione dichiarata nei termini del conto; in registrazione si impostano limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; autoesclusione trasversale
StarCasinò 16026, Azzurri Limited L'app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò
Betsson 16027, Azzurri Limited L'app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Lottomatica 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita
Betfair 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate
NetWin 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €
bet365 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Strumenti di gioco responsabile: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d'azzardo 800 55 88 22
Eurobet 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality) e politici (elezioni)

Il numero di concessione non è un timbro sulla fiducia, è un indirizzo. Ogni riga della lista ADM è legata a un sito .it, e questo spiega una cosa che ai giocatori esperti di mercati esteri sembra strana: un grande marchio internazionale che vuole operare in Italia apre un sito italiano e chiede un titolo italiano. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026, e la conseguenza non è un dettaglio burocratico — la vedremo nella parte sulla tutela.

Il titolo, va detto, è del sito e non della società. L'elenco lega ogni concessione a un sito .it, e una stessa società può tenere più titoli: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Quando leggi «concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048», leggi la dichiarazione di un titolo preciso, verificabile, e non di un'appartenenza a un gruppo.

Margine e payout: la parte che nessuno mette in listino

Torniamo al conto che si paga sempre. Il margine del bookmaker è un termine di mercato, non di legge: è la quota di tutte le puntate che un mercato restituisce, e si legge dalle quote di tutti gli esiti. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, il payout è 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), vale a dire circa il 95 %: il margine è all'incirca il 5 %.

Su un mercato 1X2 ci sono tre esiti e la somma dei reciproci cambia; su un mercato a due esiti cambia ancora; su una multipla il margine si compone con le quote. Ogni tipo di scommessa ha un prezzo diverso, e nessun listino lo dichiara. È il dato più utile che un giocatore italiano possa imparare a stimare, perché rende confrontabili due operatori altrimenti identici: due siti che mostrano «1,90» sul pareggio possono avere margini diversi sullo stesso mercato, e il margine è quello che resta in tasca all'operatore dopo che il mercato si è chiuso.

La parte che rende il margine interessante per un lettore di questa pagina non è il margine in sé, ma il suo incontro con il bonus. Un'offerta che chiede un rigioco trasforma il margine in un costo: più giocate servono per sbloccare il bonus, più volte il margine viene pagato. Quanto costa, in media, lo si stima nella sezione che segue, ed è lo stesso tipo di conto che sta dietro a qualunque «bonus di benvenuto» che sembra regalato.

Fondamenti del gioco responsabile: quanto ti costa fermarti

Il gioco responsabile, in Italia, non è un'etichetta di marketing. È un insieme di obblighi che il concessionario deve garantire e che il giocatore può attivare, e ha un perimetro definito dall'art. 15, comma 1 del decreto n. 41/2024, che prevede limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore, limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all'età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall'ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

È un catalogo ricco, e la lettura interessante è un'altra: quali di questi strumenti costano al giocatore, e quanto. Perché uno strumento di tutela ha sempre un prezzo, e il prezzo non è mai in euro.

Il limite di deposito che scegli tu in registrazione

La cosa che colpisce di più, in registrazione, è che il limite lo scegli tu. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e le pagine degli operatori mostrano all'iscrizione la richiesta di un limite settimanale: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La simmetria è la parte intelligente del sistema: abbassare un limite è immediato, alzarlo richiede una settimana di attesa.

Quella settimana è il vero strumento di tutela. Chi scommette d'impulso, dopo una serata storta, vuole alzare il limite subito; la norma glielo fa fare con sette giorni di ritardo, e in quei sette giorni la decisione si raffredda. Non è un vincolo tecnicamente difficile da aggirare — ci sono altri operatori — ma è un vincolo che funziona sul comportamento, che è la cosa su cui va misurato.

Il limite che scegli in registrazione è anche il numero su cui si costruisce il conto più interessante di questa pagina. Non è una coincidenza: è il tetto che il giocatore stesso considera ragionevole per sé, e quindi l'unico importo realistico da usare per stimare quanto costa un'offerta con requisiti.

L'autoesclusione e il RUA: cosa perdi e per quanto

L'autoesclusione è la parte del sistema che la gente conosce meno, e la più importante. Esiste un registro unico, il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, che blocca l'accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale sul territorio. Non è una lista di opt-out di un singolo sito: è un registro centrale, e questo cambia la natura dello strumento.

Come funziona l'iscrizione, nelle sue forme, lo dice l'ADM. L'autoesclusione può essere trasversale, cioè valere su tutti i concessionari con blocco dell'apertura di nuovi conti, oppure riguardare un singolo concessionario, oppure una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. È una distinzione che conta: chi vuole soltanto togliersi dalle scommesse ma continuare a usare il resto del catalogo ha una via, e chi vuole uscire del tutto ne ha un'altra.

Le durate hanno una doppia lettura, e vale la pena metterle in ordine perché le fonti non dicono la stessa cosa nello stesso modo. Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; sempre secondo quei termini, dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata. La pagina dell'ADM sull'autoesclusione dal gioco a distanza indica che l'esclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi, mentre quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza.

Il costo, qui, è doppio, e va detto senza girarci intorno. Il primo costo è di durata: chi sceglie l'indeterminato sa che la revoca non arriva prima di nove mesi, e chi sceglie una finestra lunga non può accorciarla. Il secondo è un costo che nessuno mette in conto: durante l'autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il saldo, quindi, non è perso: è l'unica operazione che resta.

La richiesta si presenta in due modi: dal portale dell'ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Per chi ha problemi con il gioco esiste un numero verde nazionale, l'800 558822, che offre sostegno gratuito e anonimo; per i residenti in Italia bet365 indica anche il Telefono Verde Nazionale Gioco d'azzardo 800 55 88 22.

I nomi dei registri e dei numeri verdi vanno tenuti fuori da qualunque ragionamento sul costo, perché non sono parte del costo: sono la rete di sicurezza, e come tutte le reti di sicurezza conta solo che ci sia.

Prevenzione e tutela: chi risponde se il conto va storto

Un conto aperto presso un concessionario ADM aggiunge al gioco una serie di tutele di cui, normalmente, ci si accorge solo quando servono. La prima è la natura del titolo: la concessione è un contratto con lo Stato, non una licenza di comodo, e le condizioni restano fisse per tutta la sua durata.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

La seconda riguarda il modo in cui le regole vengono fatte rispettare. Sul fronte dell'offerta illegale esiste una macchina precisa. L'art. 22 del decreto n. 41/2024 stabilisce che l'ADM, d'intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, rediga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, rendendole pubbliche sui siti istituzionali dell'Agenzia e della Guardia di Finanza. I prestatori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che non rispettano un ordine dell'ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.

Quella lista è il motivo per cui un dominio può essere oscurato. Il blocco opera a livello di DNS, alcuni provider sono più lenti di altri, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a ogni giro mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. Un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore che riferisce l'ordine del 24 settembre 2025. La parola tecnica per il risultato è «oscurati», ma il risultato pratico è che l'accesso a un sito senza concessione è, in Italia, una questione di tempo e di fortuna.

Poi c'è il fronte della comunicazione. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 — il Decreto Dignità — vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, le trasmissioni televisive, la stampa e internet; la citazione è quella che l'ADM riporta nel suo comunicato del 28 febbraio 2024, ricordando che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato. L'AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Il quadro attorno a quella norma è in movimento e va detto con precisione. La stampa di settore riferisce che nel 2025 l'AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l'ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell'Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proposto per eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è una proposta e non una norma: il suo esito non è stato trovato, e al momento della verifica il divieto è in vigore.

C'è un altro aspetto del decreto che merita una riga perché è la parte che il grande pubblico non legge: lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il confine tra questo e la pubblicità vietata esiste, è sottile, e non è questa la sede per stabilirlo.

Sui bonus, invece, la separazione è netta. Il divieto riguarda la pubblicità, non l'esistenza del bonus: un «bonus di benvenuto» non è vietato dal Decreto Dignità. E non esiste, nel quadro italiano, né un tetto legale all'importo dei bonus né un tetto al rigioco. Le condizioni di un'offerta — importo, requisiti di puntata, quota minima — vengono dai termini del singolo operatore, ed è esattamente per questo che la prossima sezione le guarda una per una.

Quanto costa un bonus di benvenuto: il conto, in media

Questa è la parte che vale il tempo di una lettura attenta, perché trasforma una promozione in un numero.

Partiamo da un caso illustrativo, costruito su un giocatore con un limite di deposito settimanale di 100 € e su un mercato a due esiti con quote identiche a 1,90 e 1,90. Quel 1,90 non è un prezzo di listino di nessun operatore: è un esempio, scelto perché rende il conto leggibile. Con quelle due quote il payout del mercato è 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %, e il margine è all'incirca il 5 %. Il margine è la parte che l'operatore trattiene su ogni unità puntata.

Ora la serie di giocate. Un conto giocato una volta a settimana con la puntata intera di 100 € su quel mercato paga, in media, il 5 % di margine su ogni giro: circa 5 € per settimana. In un mese di quattro settimane sono all'incirca 20 €, in un anno circa 260 €. La stima vale a condizione che la puntata resti questa e che il mercato resti quello: se il mercato è un 1X2 a tre esiti, o una multipla, il margine cambia, e con lui cambia il conto.

Il secondo pezzo è il costo di un bonus con requisiti. Prendiamo un'offerta illustrativa da 50 € di bonus con un requisito di giocata pari a cinque volte l'importo del bonus, sulla stessa tipologia di mercato. Il monte giocate richiesto è di 250 €, che con giocate da 100 € significa tre giocate necessarie per completare il requisito — la terza parziale, non intera. A quel punto la lettura cambia: il costo medio del completamento è di circa 12 € e mezzo, e questa è la stima del costo dell'offerta, non una previsione su come andrà.

Messi i due pezzi uno accanto all'altro, la conclusione che il conto produce è una banda e non una cifra secca. Su un'attività ordinaria da 100 € alla settimana, il margine di mercato costa al giocatore all'incirca 20 € al mese, e completare un bonus illustrativo con requisito di cinque volte aggiunge all'incirca 12 €. Il costo reale di un'offerta con requisiti dipende dall'importo del bonus, dal requisito e dalla quota minima ammessa: quando il requisito è più alto, il costo cresce in proporzione; quando l'offerta chiede una quota minima alta, il margine di quel mercato — tipicamente più caro — alza il conto un'altra volta. Sono stime medie su molte giocate, non un risultato garantito: al singolo giro tutto può succedere, e il margine non è una tassa che si paga una volta, è un prelievo che lavora su ogni giocata.

Ecco perché la domanda «quanto vale il bonus» è la domanda sbagliata e quella giusta è «quanto costa arrivare a incassarlo». È anche il motivo per cui i due operatori che vedremo subito dopo meritano attenzione: uno dichiara onestamente che i bonus non sono prelevabili subito, l'altro mette un tetto all'utilizzo per scommessa.

I dieci concessionari ADM a confronto: le schede

Le schede che seguono non misurano la simpatia di un marchio. Misurano quello che si può verificare: titolo, condizioni dichiarate, strumenti di tutela, formato dell'offerta. Alcuni di questi operatori sono nati come casinò e hanno aggiunto il bookmaker; altri sono nati sulle scommesse. La differenza si sente nel modo in cui il conto è fatto, e vale più di qualunque slogan.

Sisal — il marchio che ha portato il conto di gioco sul telefono

Sisal è un concessionario con licenza ADM n. 16020, fa capo a Sisal Italia S.p.a. e opera sul proprio sito .it. Il suo tratto distintivo, tra le schede di questa lista, è l'accesso mobile: l'app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive consente di entrare nel conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da telefono.

L'identificazione biometrica sembra un dettaglio di comodo, e in parte lo è: chi apre l'app cinque volte al giorno sa che due secondi risparmiati a ogni accesso sono un quarto d'ora a fine mese. C'è però un secondo effetto, meno visibile: un conto che si apre con il dito è un conto che si apre d'istinto, e l'istinto è esattamente il meccanismo che i limiti di deposito e le pause cercano di raffreddare. La comodità dell'accesso e la disciplina del limite giocano su due lati opposti del comportamento, e un marchio che rende l'accesso immediato deve compensare con strumenti di controllo altrettanto immediati.

Per chi gioca su mobile e non apre il computer per piazzare una giocata, è la combinazione più razionale della lista: marchio storico, titolo dichiarato, app che non si perde in passaggi. Chi invece ha bisogno che il processo di scommessa gli metta qualche attrito in mezzo, qui non lo troverà.

SNAI — il bookmaker che vende varietà di formato

SNAI è un concessionario con licenza ADM n. 16032, riconducibile a Snaitech Spa, sul proprio sito .it. La sua offerta di prodotto è la più articolata tra quelle documentate: l'app SNAI Sport copre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e con la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell'evento.

La parola «sistemi» è quella che pesa. Un sistema è un insieme di combinazioni parziali su più esiti: costa più di una singola perché è, in sostanza, più giocate insieme, e il giocatore che lo sceglie paga il margine su ognuna. La varietà di formati non è un regalo, è un listino più lungo. Lo stesso vale per il Cash Out, che è una proposta dell'operatore sul valore della schedina in quel momento, non un diritto.

Chi cerca un singolo sito per coprire dal risultato esatto ai rigori, con la possibilità di chiudere in corsa, ha qui l'offerta più ampia del gruppo; chi gioca solo l'1X2 della domenica paga una complessità che non userà mai.

AdmiralBet — l'operatore che ha scritto le regole del limite

AdmiralBet è un concessionario con licenza ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito .it, e dichiara il titolo nei termini del conto di gioco. È l'operatore di questa lista su cui la documentazione pubblica è più esplicita, e la ragione è che le sue condizioni parlano di quello che di solito si legge solo nelle note: i limiti e l'autoesclusione.

In registrazione, AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È lo stesso meccanismo asimmetrico che abbiamo visto nella parte sulla tutela, applicato qui in modo granulare: non solo il deposito, ma anche la spesa e il tempo, e su tre orizzonti temporali. Un conto che ti chiede quanto vuoi giocare prima che tu giochi è un conto che ti ha già fatto una domanda scomoda.

Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. L'autoesclusione è operativa su tutto il circuito legale nazionale, e le sue durate sono quelle viste nella parte dedicata: 30, 60 o 90 giorni oppure indeterminata secondo i termini, con il passaggio a una finestra da 7 a 270 giorni indicato dal 1° febbraio 2026.

Chi vuole che il proprio conto sia costruito attorno a un tetto dichiarato da sé trova qui la versione più dettagliata del mercato; chi cerca un'offerta di benvenuto spettacolare non è il pubblico di questa scheda.

StarCasinò — il casinò che ha aggiunto il pallone

StarCasinò è un concessionario con licenza ADM n. 16026, Azzurri Limited, sul proprio sito .it. L'app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La collocazione dice tutto. Qui il bookmaker è un reparto dentro una casa più grande, e il giocatore che arriva dal casinò trova il calcio come estensione naturale dell'ambiente che già conosce. Il risvolto pratico riguarda i limiti: un conto che serve due prodotti diversi deve gestire un limite che vale per entrambi, e la voce «spesa complessiva» è quella da guardare prima di dare per scontato che il tetto riguardi solo le schedine.

La struttura leggera, dal punto di vista delle scommesse, è coerente con il profilo: chi cerca profondità di mercati e formati trova altrove di meglio, chi vuole un unico conto per slot, live e una giocata sul derby ha davanti a sé un ambiente completo e ben tenuto.

Betsson — il listino che vive di live

Betsson è un concessionario con licenza ADM n. 16027, Azzurri Limited, sul proprio sito .it. L'app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La voce «live» è quella che dovrebbe attirare l'attenzione di chi legge questa pagina per il costo. Le scommesse live si giocano mentre l'evento cambia, il listino si muove, e il giocatore prende decisioni in pochi secondi senza avere il tempo di confrontare le quote di un secondo operatore. La quantità di eventi fa il resto: con migliaia di partite disponibili, la tentazione di piazzare una giocata in più è strutturale, e il margine lavora su ciascuna di quelle giocate in più.

Il profilo di mercato — 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori, combo — è quello completo di un bookmaker generalista, che copre chi vuole la copertura ampia senza eccellere in nessuna nicchia. Se il tuo modo di giocare è la giocata live su un evento che stai guardando, il listino ampio e il pre-match fitto sono il posto giusto; se giochi due volte al mese sull'1X2 e ti serve solo un limite ben fatto, sia questo sia i vicini di scheda fanno la stessa cosa.

Lottomatica — la copertura dello sport che si guarda in tv

Lottomatica è un concessionario con licenza ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito .it. L'app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming è la funzione che vale più di quanto sembri, ed è anche quella che va letta con attenzione: guardare il match e avere il listino aperto sullo stesso schermo riduce la distanza tra «vedo» e «gioco», e questa distanza è l'unico freno naturale al volume di giocate. Un operatore che copre Serie A e B, la Champions, la Premier e i motori ha in mano l'agenda di ciò che gli italiani guardano davvero.

Il titolo è intestato a GBO Italy, e questo vale la pena dirlo perché Lottomatica è uno dei marchi che convivono sotto lo stesso tetto societario: la concessione è per sito, e una società può tenerne più di una. Chi segue il calcio italiano e la Formula 1 trova qui la copertura più ordinata della lista; chi cerca sport rari o mercati esotici deve guardare altrove.

Betfair — il modello che ribalta il banco

Betfair è un concessionario con licenza ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito .it. L'app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate.

Dietro la scheda c'è il prodotto che avevamo incontrato nella parte sulle regole: l'exchange, la voce dell'art. 6, comma 1, lett. e) del decreto n. 41/2024. Nel modello a interazione diretta il giocatore può fare la parte del puntatore o quella del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima, e la documentazione dell'exchange riferisce regole proprie per i conti italiani, come la puntata minima back di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce inoltre che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario.

È un modo diverso di pagare il servizio: invece di un margine incorporato nella quota, una struttura che nasce dall'incontro tra domanda e offerta. La sezione Supercombo, dal canto suo, resta un prodotto a quota maggiorata e come tale va confrontata con un listino normale. Per chi ha già capito come funziona un prezzo e vuole guardare il mercato dall'altra parte, è la scheda più interessante del gruppo; per chi cerca la scommessa semplice di domenica, il modello richiede un po' di studio prima di rendere.

NetWin — il bonus dichiarato senza giri di parole

NetWin è un concessionario con licenza ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sul proprio sito .it. La sua offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

La parola che conta è «reale». Un bonus reale è un bonus in denaro, non una free bet, e questo cambia il modo in cui va letto: la differenza tra un bonus in denaro e una free bet non è di etichetta, è di sostanza, perché la free bet, quando vince, non restituisce la puntata — la puntata era gratis ma non era tua. Le condizioni aggiuntive dell'offerta sono quelle dichiarate dall'operatore e si leggono nei suoi termini.

Il format ha la forma di un'offerta pensata per chi vuole capire subito cosa sta ricevendo: 50 € di deposito per 50 € di bonus, con una soglia di ingresso bassa, 20 €. Chi vuole un'offerta lineare e preferisce leggere un numero piccolo che capisce a un numero grande che non capisce, trova qui la scheda più pulita. Chi cerca free bet o bonus senza deposito è su un altro capitolo del catalogo.

bet365 — la copertura globale e la casella della tutela

bet365 è un concessionario con licenza ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito .it. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Il dettaglio interessante, per una pagina che parla di costi, è che la scheda di bet365 documenta gli strumenti di gioco responsabile: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e autoesclusione, con l'indicazione, per i residenti in Italia, del Telefono Verde Nazionale Gioco d'azzardo 800 55 88 22. Un operatore che mette i propri strumenti di tutela accanto alla sponsorizzazione più visibile del calcio europeo sta dicendo una cosa utile: la stessa pagina che ti vende il big match ti dice dove chiedere aiuto.

La copertura multidisciplinare — dal calcio all'ippica, dalla boxe alle freccette — è quello che ti aspetti da un marchio che sponsorizza la Champions, ed è una copertura che serve il giocatore generalista. Chi vuole il palinsesto più ampio possibile e una struttura di pausa e limiti dichiarata, qui ha entrambe le cose; chi vuole trattare con una struttura italiana piccola e locale, è altrove.

Eurobet (Eurobet.it) — il palinsesto che esce dallo sport

Eurobet è un concessionario con licenza ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it. L'app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

La coda di quell'elenco è la parte che distingue davvero la scheda. Scommettere su un festival, su un talent o sull'esito di un'elezione significa spostare il gioco su eventi senza un risultato sportivo, dove il margine è tipicamente meno confrontabile perché non esistono listini alternativi con cui paragonarlo. È un territorio dove un giocatore informato vale meno, e dove la varietà fa da richiamo.

La società è anche uno dei soggetti con più titoli in elenco: sotto Eurobet Italia S.r.l. stanno Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it, ed è la prova pratica che la concessione è del sito, non del marchio. Chi cerca ampiezza assoluta di palinsesto, fino agli eventi non sportivi, trova qui la proposta più larga; chi vuole solo il calcio e un conto essenziale paga una varietà che non userà.

Tasse e vincite: chi paga, e cosa resta in tasca

Il fisco, nelle scommesse italiane, non passa dal giocatore. L'operatore con concessione paga l'imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato — con aliquote differenziate: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi due valori, in precedenza 43 % e 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell'importo raccolto al netto delle vincite restituite.

È un dettaglio che sembra tecnico e ha un effetto concreto: essendo l'imposta calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, e non sull'importo giocato, essa si somma al margine invece di sostituirsi a esso. Il costo per chi gioca non è l'imposta, ma il fatto che l'imposta riduce lo spazio di manovra dell'operatore sulle quote. C'è poi una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote a 21 % e 25 %: non è entrata in vigore.

Per il giocatore, la parte che conta è quella opposta. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive la cosa come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell'amministrazione finanziaria, quindi la conclusione prudente è che su questo punto conviene consultare un commercialista.

Il quadro si ribalta completamente quando il sito non ha una concessione italiana. Un documento dell'Agenzia delle Entrate, la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell'art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all'estero, tassabili secondo l'art. 69 del TUIR per l'intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è che non c'è ritenuta e che va fatta una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L'aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa come interpretazione dell'Agenzia delle Entrate: andrebbero dichiarate come redditi diversi, e non è consulenza fiscale.

C'è una differenza che vale più di tutte le aliquote messe insieme: su un concessionario ADM il prelievo è un problema dell'operatore, su un sito senza concessione è un problema del giocatore, con una dichiarazione da fare e un'aliquota da determinare.

Il rischio di un sito senza concessione

Offrire gioco a un giocatore in Italia senza concessione è illegale, e la risposta dello Stato non è soltanto il blocco del dominio. L'art. 22 del decreto n. 41/2024 costruisce il sistema delle due liste, quella dei siti legali e quella dei siti inibiti; i prestatori di servizi internet e di pagamento che non rispettano un ordine dell'ADM pagano da 30.000 € a 180.000 € per violazione; i domini oscurati vengono reindirizzati dall'ADM su una pagina di avviso.

Sul piano del giocatore, la regola è più severa di quanto si immagini, e vale la pena riportarla come l'ADM stessa la enuncia nel comunicato del 28 febbraio 2024: la Legge 401 prevede l'arresto fino a tre mesi e un'ammenda per i soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all'Estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L'importo dell'ammenda e l'esistenza di casi concreti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l'art. 4, comma 4-bis della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l'accettazione avviene all'estero.

Poi ci sono i costi che non si vedono in nessuna norma, e sono i più concreti. Un sito senza concessione non è collegato al RUA: chi si è autoescluso non è protetto lì. Non c'è vigilanza dell'ADM, non ci sono gli strumenti di limite obbligatori, e non c'è un foro italiano per una controversia. Sul fronte fiscale, come visto, le vincite diventano un reddito da dichiarare. E il dominio è soggetto a essere oscurato, con il giocatore che inseguirà un mirror qualche ora dopo.

Il confronto, messo in fila, è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell'Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e una sede legale italiana; un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dichiara l'ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è senza protezione, e la cosa più utile da dire è che i termini di un concessionario valgono come contratto, quelli di un sito offshore valgono come promessa.

Quando il costo è zero: il conto senza giocate

Un conto verificato che non gioca non paga margine, non paga imposta e non paga nulla di quanto descritto finora. Non è una battuta: il margine si paga solo sulle giocate effettuate, e il limite di deposito non è una tassa ma un tetto. Il conto più economico è quello che si apre per usare gli strumenti di tutela e non per scommettere, e la cosa funziona esattamente come deve.

Anche il prelievo è, dal punto di vista del costo, un'operazione neutra: durante l'autoesclusione registrata nel RUA si può prelevare il saldo prelevabile, e chi si è fermato non perde quello che aveva già sul conto.

Domande frequenti su AAMS, ADM e le scommesse in Italia

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell'ADM: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto solo da chi ha una concessione. In più, l'operatore dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco, con numero di concessione e società titolare. Le due cose si incrociano: il numero letto nei termini va ritrovato nell'elenco.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

Perché la concessione è legata al sito. Ogni riga dell'elenco dell'ADM corrisponde a un dominio .it, e la lista lega una concessione a un sito e non a un marchio: una stessa società può gestire più domini con più titoli. Per il giocatore il vantaggio è pratico: il dominio .it segnala il sito su cui il titolo italiano è dichiarato.

Che cos'è il RUA e come funziona l'autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale sul territorio. L'esclusione può essere trasversale, su un singolo concessionario o su una categoria di gioco, dura fino a 270 giorni o è indeterminata, e dal portale ADM con SPID blocca depositi e nuove aperture.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite lo sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile, e in alcuni conti si estende a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La settimana di attesa sull'aumento è la parte che conta.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non ha vigilanza dell'ADM né gli strumenti di limite obbligatori, non offre un foro italiano e il suo dominio può essere oscurato. Come dichiara l'ADM, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Va verificato caso per caso.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui concessionari ADM le vincite non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l'imposta cade sul concessionario: è la ricostruzione riportata dalla stampa, quindi conviene consultare un commercialista. Su siti senza concessione l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi, da dichiarare.

Il conto finale: quello che paghi, quello che ottieni

Messo tutto in fila, il costo di scommettere in Italia ha tre voci e una sola di queste dipende dall'operatore. Il margine incorporato nelle quote è la voce che paghi ogni volta, piccola in apparenza e costante: su un mercato a due esiti a 1,90 per parte vale all'incirca il 5 %, e su una puntata settimanale di 100 € significa circa 20 € al mese. È il prezzo del listino, e nessun operatore può azzerarlo.

La seconda voce è il costo di trasformare un bonus in soldi, e questa dipende dall'offerta. Un requisito di gioco, una quota minima ammessa, un tetto di utilizzo per scommessa o un massimale di vincita spostano il conto. Su un'offerta illustrativa da 50 € con requisito di cinque volte, il completamento costa in media circa 12 € e mezzo attraverso il margine: sono stime, non promesse, e la conclusione che se ne trae è che un bonus va confrontato con il suo requisito e non con il suo importo.

La terza voce non è in euro: è il tempo che perdi quando decidi di fermarti. L'autoesclusione nel RUA dura fino a 270 giorni o è indeterminata, con revoca possible solo dopo almeno nove mesi, e durante quel periodo non si deposita, non si gioca e non si aprono conti: si preleva soltanto. Chi sceglie quella strada deve saperlo prima, non dopo.

Su questa base, la scelta tra i dieci concessionari non è una gara di generosità. Chi vuole un conto che gli ponga domande scomode sui propri limiti trova in AdmiralBet la versione più dettagliata, con un tetto a effetto immediato quando lo abbassa e una settimana di attesa quando lo alza. Chi vuole il formato più ampio di scommessa trova in SNAI singole, multiple, sistemi e cash out. Chi gioca in diretta con lo schermo diviso tra partita e listino guarda a bet365 e a Lottomatica; chi apre il conto dal telefono con il dito trova in Sisal la via più breve. Chi vuole capire come si forma un prezzo, invece di subirlo, ha in Betfair il posto dove il banco non è un avversario ma un ruolo.

Nessuno di questi, però, è la ragione per cui aprire un conto. La ragione è il titolo: la concessione ADM dichiarata nei termini e verificabile nell'elenco pubblico dell'Agenzia è l'unica cosa che distingue un conto di gioco da una pagina web che prende soldi. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026, e la differenza tra stare dentro quella lista e stare fuori non è una questione di preferenza: è la differenza tra un contratto e una promessa.

Questo contenuto è stato creato dal team di Puntata Sicura.

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