Scommesse sugli esports: il palinsesto che il bookmaker non ti garantisce
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Il calcio resta il prodotto principale di ogni bookmaker italiano. Gli esports, per ora, sono la scommessa che il bookmaker stesso non ha ancora dichiarato di voler offrire: la linea di gioco su League of Legends o su Counter-Strike non compare in nessun palinsesto in cui puoi contare su di lei la settimana dopo.
Verificato il 2 Novembre 2026 sulle concessioni pubblicate da ADM (ex AAMS) nell'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.
Chi cerca scommesse sugli esports arriva in genere da una partita vista in streaming: la finale di un torneo, un roster che segue da mesi, la sensazione di conoscerne i meccanismi meglio del tifoso medio. Il mercato italiano, però, non è costruito intorno a quella sensazione. È costruito intorno al calcio, alla Serie A, alla Champions League, e in quell'ordine. Capire dove si colloca una scommessa su un videogioco significa capire tre cose insieme: che cosa sono davvero gli esports come oggetto di gioco, quali vincoli ha un concessionario che opera in Italia, e quanto costa tutto questo al portafoglio di chi punta. Le tre cose non stanno in piedi separatamente.
Un elemento va messo in chiaro subito perché decide tutto il resto. Non si sa se il palinsesto approvato da ADM comprenda gli esports. La legge definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall'Agenzia, e su quell'elenco si può prendere gioco soltanto. Se un evento non è dentro, il bookmaker non può accettarlo, e un concessionario che non chiedesse l'inserimento di un videogioco non commetterebbe nessuna irregolarità: semplicemente non offre quella disciplina. Quello che si può leggere, oggi, è ciò che le app dei singoli operatori scrivono di sé.
Esports: che cosa sono davvero, e perché contano per il calendario
La definizione è più semplice di quanto sembri. Gli esports sono una forma di competizione basata sui videogiochi, normalmente organizzata tra giocatori professionisti, da soli o in squadra. Nulla di più, nulla di meno: nessun ente le riconosce come sport ufficiale, nessuna federazione ne fissa il calendario, e questo è il primo fatto che conta per chi vuole giocarci.

Chi arriva al calcio sa già cosa aspettarsi. La Serie A ha trentotto giornate annunciate con mesi di anticipo, la Champions League ha un formato pubblico, le finestre delle nazionali sono fissate da un organismo internazionale. Per il calcio, insomma, la programmazione del palinsesto è un lavoro di copia. Per un videogioco è un lavoro di ricognizione, e questo spiega molto della cautela degli operatori italiani.
Il catalogo: i titoli che muovono le quote quando ci sono
I titoli più popolari sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. È una lista di generi diversi, non di concorrenti tra loro: uno sparatutto tattico a squadre, un MOBA, un battle royale, un gioco di guida arcade, un real-time strategy uscito da anni e ancora giocato a livello competitivo.

Questa varietà ha una conseguenza pratica. Un bookmaker che volesse coprire tutti e nove dovrebbe tenere aperti nove mercati con nove logiche di punteggio, nove formati di serie e nove calendari che cambiano. Nessuno lo fa, e nessuno lo promette. La scelta ragionevole, per un operatore, è coprirne due o tre quando il torneo è grande.
Il calendario dei tornei: dove il palinsesto può agganciarsi
I tornei principali sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l'Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l'Intel Extreme Masters. Sono i quattro appuntamenti su cui, in linea teorica, un palinsesto avrebbe più ragione di agganciarsi: durano settimane, hanno squadre note, hanno un pubblico internazionale che guarda le partite in diretta.
Quanto possono valere i montepremi di questi appuntamenti lo dice la storia recente. The International 2021 di Dota 2 ha distribuito un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo: una cifra che mette il torneo sullo stesso piano degli eventi sportivi di prima fascia per valore economico, e che spiega perché l'attenzione dei media sui videogiochi sia cresciuta così rapidamente.
L'appuntamento che ha spostato l'ago nel 2026 è però un altro, e non è uno dei quattro classici. L'Esports World Cup 2026 si svolge dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi, con un montepremi di 75 milioni di dollari USA e 24 giochi in programma; l'edizione 2025 si era fermata a 71,5 milioni di dollari USA. Ventiquattro giochi significa ventiquattro palinsesti diversi, ventiquattro formati, ventiquattro modi di decidere chi passa il turno. È la ragione per cui questa competizione, più di ogni altra, mette un operatore davanti a una scelta secca: investire nella copertura o lasciarla passare.
Chi si occupa della parte sportiva di una squadra lo sa bene. L'Esports World Cup Club Championship 2025 è stato vinto dal Team Falcons, che ha così difeso il titolo conquistato l'anno prima. Un club che vince due edizioni consecutive diventa un riferimento: chi vuole puntare sul vincente di un torneo a squadre trova lì un nome con una storia recente, e chi vuole puntare contro trova finalmente una ragione per farlo. Sono esattamente le condizioni in cui un mercato comincia a essere frequentato.
Nulla di tutto questo, però, risponde alla domanda che conta. Il fatto che un torneo esista, valga decine di milioni di dollari e duri sette settimane non obbliga un concessionario italiano a metterlo in palinsesto. La programmazione degli eventi è approvata dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che li autorizza uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa specializzata. Quel precedente dice che la strada esiste. Non dice quanto sia larga, né quanti operatori l'abbiano imboccata.
Fifa e il pallone virtuale: la scorciatoia che non è una scorciatoia
Chi cerca scommesse esports fifa cerca in realtà due cose diverse. La prima sono le competizioni attorno ai giochi di calcio simulato: quelli che la legge chiama eventi simulati, cioè competizioni generate dal computer e mostrate con un'animazione, o mediante la rappresentazione di un evento reale già registrato. La seconda, che spesso si confonde con la prima, sono le scommesse virtuali.
Su questo punto la legge è chiara, ed è una chiarezza che vale la pena leggere due volte. Le scommesse su eventi simulati sono previste all'interno di una concessione per scommesse sportive: l'articolo 2, lettera v) del D.Lgs. 41/2024 le definisce come scommesse sui suddetti eventi simulati, e le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori corrispondono a questa categoria. La funzione esiste, è regolata, e un concessionario può attivarla senza chiedere nulla di nuovo.
Il problema è che il virtuale non è la stessa cosa di una partita di esports. Nel virtuale non c'è un roster, non c'è un meta, non c'è una squadra che ha cambiato allenatore la settimana prima della finale. Non c'è quella parte del gioco in cui la conoscenza del lettore vale qualcosa. Chi cerca scommesse sugli esports per metterci dentro un'opinione basata su ciò che ha visto giocare trova nel virtuale un prodotto che gli somiglia nella forma e non nella sostanza, e questo è il primo costo nascosto di tutta la faccenda: la scorciatoia regolatoria che sembra risolvere la domanda non risolve il bisogno.
Le dieci concessioni messe a confronto: cosa si può verificare e cosa no
Questo confronto non indica il miglior operatore per gli esports, poiché la disponibilità di mercati dedicati non è un dato pubblico e dichiarato dagli operatori nelle proprie vetrine. L'unico test di affidabilità in Italia è la verifica della concessione ADM.
Quel test è la concessione. ADM assegna le concessioni per singolo sito, non per azienda: il titolare può gestire più siti con una concessione sola, e una stessa società può comparire su più righe dell'elenco. La lista autorizzata pubblica non ha una colonna dedicata ai giochi offerti. Una riga presente su quella lista, quindi, non dimostra di per sé un'offerta di scommesse sportive: la concessione può coprire in qualsiasi combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo. È l'operatore stesso, nelle proprie condizioni e nella propria app, a dire cosa propone davvero.
Queste sono le dieci posizioni che ho messo sotto esame. L'ordine non è un giudizio.
| Marchio e numero di concessione ADM | Cosa dicono le condizioni dell'operatore sul tema di questa pagina | |
|---|---|---|
| Eurobet — concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul portale ufficiale | L'app Eurobet Sport descrive un palinsesto che va dal calcio al tennis e al basket, fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, ed estende la copertura a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. Nessuna disciplina esports è nominata in quella presentazione. | |
| Sisal — concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sul portale ufficiale | L'app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket. Il catalogo, per quanto ampio, resta descritto con gli sport tradizionali; l'offerta virtuale conta oltre 3.000 eventi al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte. | |
| William Hill — concessione n. 16044, William Hill Malta Plc, sul portale ufficiale | L'Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0: una meccanica costruita sul campionato italiano, non su altri calendari. | |
| Planetwin365 — concessione n. 16007, Pwo S.p.a., sul portale ufficiale | L'app elenca i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. | |
| Lottomatica — concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul portale ufficiale | L'app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita. L'impianto è quello di un bookmaker di calcio e motori. | |
| bet365 — concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sul portale ufficiale | L'app si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La Setka Cup autorizzata a settembre 2026 ha visto bet365 come primo partner. | |
| Betsson — concessione n. 16027, Azzurri Limited, sul portale ufficiale | L'app Sportsbook & Casinò copre migliaia di eventi pre-match e live, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. I mercati sono quelli classici dello sport tradizionale, applicati a un catalogo ampio. | |
| StarCasinò — concessione n. 16026, Azzurri Limited, sul portale ufficiale | L'app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò: il bookmaker è una sezione di un prodotto costruito attorno al casinò. | |
| Betfair — concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sul portale ufficiale | L'app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione copre anche l'exchange, che la legge italiana ammette come gioco separato. | |
| SNAI — concessione n. 16032, Snaitech Spa, sul portale ufficiale | L'app offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell'evento. |
Un dato colpisce più degli altri. Sul mercato italiano ci sono 52 concessioni attive, con codici da 16000 a 16051, assegnate dal bando di settembre 2025: 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ciascuna e nove anni di durata, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Nessuna delle dieci app mette in vetrina una disciplina esports nella propria presentazione. In compenso tutte nominano il calcio, quasi tutte la Champions League, e almeno tre — Sisal, Lottomatica, bet365 — nominano lo streaming come funzione legata al calcio e al basket.
C'è poi la colonna che non c'è. Per capire cosa un concessionario offre davvero sugli esports, la strada è la sua app, la sua sezione «Virtuali» e il suo regolamento, non l'elenco di ADM. L'elenco serve a un'altra domanda, ed è la domanda più importante delle due: se quel sito è autorizzato a prendere gioco da te.
Il nome sulla lista, del resto, non è nemmeno il nome del concessionario. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e giocodigitale con la stessa concessione: la titolarità è per sito, e sotto un marchio diverso può esserci la stessa azienda. È il tipo di dettaglio che conta se stai confrontando due offerte e scopri che arrivano dalla stessa scrivania.
Uno sport senza federazione: la parte che nessun regolamento copre
Chi scommette sul calcio ha una rete di sicurezza culturale che non sa di avere. Un campionato ha un regolamento pubblico, un referto arbitrale, un giudice sportivo. Se una partita viene sospesa, se un risultato viene corretto a tavolino, se un giocatore viene squalificato per una combine, esiste un organismo che decide e una procedura che si applica.
Sugli esports quella rete non c'è. Gli organizzatori dei tornei sono soggetti privati, i regolamenti sono i loro, le decisioni su una partita annullata o su una squalifica per uso di software non consentito seguono le loro procedure, che non hanno nessun obbligo di pubblicità o di appello verso l'esterno. La definizione tecnica resta quella: competizioni tra giocatori professionisti, singoli o in squadra, basate su videogiochi. Nessuna autorità sportiva le governa, e questa assenza non è un dettaglio amministrativo.
Il punto diventa concreto nel momento in cui un mercato va regolato. Supponi che una partita venga interrotta per un problema tecnico a metà della seconda mappa, che una squadra si ritiri per un infortunio, che un giocatore venga squalificato a torneo iniziato per una condotta emersa solo allora. In tutti questi casi il bookmaker deve avere scritto da qualche parte che cosa succede alla tua giocata. Nel calcio quella pagina si appoggia alla decisione del giudice sportivo: il bookmaker rinvia. Su un videogioco il rinvio non esiste, e la regola deve essere sua, scritta da zero, caso per caso.
Il costo di questo se lo prende chi punta. Non è un costo in denaro, è un costo in tempo: prima di giocare un mercato esotico conviene aprire la sezione regolamento dell'operatore e vedere cosa dice sulle partite rinviate, sui risultati modificati e sui tornei interrotti, perché quella pagina è l'unica fonte della regola, e il silenzio non ha un'interpretazione ovvia.
Il mercato in movimento: quanti mercati, quanti giochi
Sul fronte del live la struttura è invece ben nota, perché l'infrastruttura è la stessa che serve il calcio. Sisal dichiara più di 15.000 eventi live nella propria app, con streaming gratuito su calcio, volley, tennis e basket. Una piattaforma capace di reggere 15.000 eventi in diretta non ha un problema tecnico ad aggiungere una linea su una mappa di Counter-Strike: il problema semmai è a monte, nell'approvazione di quel singolo evento nel palinsesto.
Alcuni concessionari hanno costruito strumenti che valgono anche su formati anomali. La funzione My Combo di SNAI permette di unire più pronostici sulla stessa partita e di combinare più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — in un biglietto unico con quota unica. È la meccanica che servirebbe anche per un torneo a fasi, dove una singola mappa non è l'unità di misura completa. La struttura combinatoria esiste, insomma: è la disciplina a non essere confermata.
La partita, quindi, non si gioca sull'offerta di mercati in senso tecnico. Si gioca su un'altra cosa. Un bookmaker che offre novanta mercati su una partita di Serie A coprirà un evento esports, se mai lo coprirà, con una frazione di quella profondità: esito finale, forse un totale, forse un handicap, e nulla sulle kill o sui round. Non è una previsione nera, è la conseguenza aritmetica del fatto che nessuno investe in un mercato di nicchia quanto investe nel proprio prodotto principale. Il mercato esotico, prima ancora di essere sconsigliato, è semplicemente meno attrezzato.
Cosa si paga davvero in ogni quota
Un prezzo non è una previsione di quello che accadrà: è un numero costruito in modo che il bookmaker resti in utile qualunque cosa accada. Chi punta vede due quote e crede di vedere due opinioni sui fatti. Vede, in realtà, due opinioni con un ricarico sopra.
Il meccanismo si smonta in tre passaggi e vale la pena farlo, perché è la stessa cosa che accade su un esports e su una partita di Serie A. Un mercato con tutti gli esiti possibili, una somma di probabilità implicite, e un risultato che supera il 100 %: quel superamento è il margine del bookmaker, cioè la percentuale della giocata che resta a lui qualunque cosa succeda.
Prendiamo un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — due numeri illustrativi, non un prezzo offerto da qualcuno su qualche evento. Il ritorno su una puntata unitaria è lo stesso per entrambi gli esiti, e con due quote identiche il conto porta a un rimborso complessivo di circa il 95 %: 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90) dà 0,95 circa, e il margine è quello che resta, vale a dire un 5 % circa. Il punto è che quel 5 % non dipende dall'indovinare giusto. È già incassato prima che il primo round del torneo parta.
Ecco perché il margine è la prima cosa da guardare, prima della quota più alta in vetrina. Una quota «maggiorata» e un margine più largo possono convivere nello stesso listino senza contraddirsi: l'operatore alza il numero che ti attrae e lo compensa con una forchetta più ampia sull'intero mercato. Tutto questo senza che nessuno ti abbia detto una bugia.
Il numero, poi, non è un dato unico. Quel 5 % circa corresponde al caso in cui i due esiti paghino davvero 1,90. Con una forchetta 1,88 / 1,92 il rimborso scende a circa il 94,9 %, il margine sale al 5,1 % circa. Con 1,80 / 2,00 il rimborso scende a circa il 94,7 % e il margine si porta al 5,3 % circa. Le differenze sembrano piccole prese una alla volta, ma sono le stesse che separano un mercato principale da uno di nicchia: su un listino meno battuto la forchetta si allarga, e quel decimo di punto si paga su ogni giocata, non una volta sola.
Quanto è stretto il mercato — e cosa cambia sull'esports
La ragione per cui la forchetta è più larga dove il mercato è meno frequentato è semplice. Il margine non è solo il guadagno dell'operatore: è anche il suo margine di errore. Su un listino che riceve centinaia di migliaia di puntate, l'operatore impara rapidamente dove sono i soldi e aggiusta il prezzo con precisione. Su un mercato che riceve dieci puntate al giorno, il prezzo lo mette una persona che ha meno certezze, e la forchetta tiene conto di questa incertezza.
C'è un secondo scarto, più sottile, che vale la pena mettere in fila. È lo scarto tra quello che pensi di sapere su un gioco e quello che il prezzo pensa di sapere su di te. Se segui un titolo da tre anni e conosci i roster, hai un vantaggio informativo reale su chi non li conosce. Ma quel vantaggio va confrontato con la forchetta, non con la quota secca: un'informazione che vale due punti percentuali di probabilità non ti paga un margine che ne assorbe cinque. È esattamente la differenza tra un mercato di calcio, dove il conteggio è stretto e l'informazione di tutti è abbondante, e un mercato di nicchia, dove l'informazione è rara ma anche l'operatore paga meno sicurezza.
Va detto infine con onestà che le regole sono scritte nei posti in cui stanno le regole. Il numero esatto della forchetta non è in nessuna vetrina: sta nel listino del giorno, e va letto lì. Il margine si dichiara con una calcolatrice, non con la parola del bookmaker.
La concessione ADM: come si verifica, e perché è l'unico test che conta
Il quadro italiano ha un nome. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, disciplina il gioco a distanza. Il regolatore è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. Il titolo per operare si chiama concessione, e non è una licenza aperta: si ottiene per gara pubblica.
L'articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; alla lettera b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lettera c) l'ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l'exchange; alla lettera f) il bingo. Il comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per non più di nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l'impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando. Durante la concessione, condizioni e regime fiscale restano fissi.
Il testo normativo va tenuto distinto da ciò che il mercato racconta. La stampa specializzata parla di un numero complessivo di concessioni, ma il conto che conta per un lettore è un altro: se il sito su cui sta per depositare è dentro l'elenco degli autorizzati o no. Un marchio che gira bene in rete e non compare tra le righe dell'elenco non è un operatore autorizzato in Italia, per quanto bella sia la sua app.
Il catalogo dei giochi possibili
L'articolo 6, comma 1 dice una cosa tanto importante quanto poco intuitiva: una concessione non obbliga a offrire tutti i giochi che copre. Il concessionario può attivare scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione, e può non attivarne alcune.
Questo ha un effetto immediato sul nostro tema. Le discipline esports, ammesso che esistano, starebbero dentro la lettera a), la stessa che copre il calcio. Ma il fatto che una concessione possa comprendere le scommesse sportive non trasforma automaticamente un cassetto normativo in un palinsesto. Il palinsesto è un'altra cosa, e per capirlo bisogna andare a leggere la definizione.
Il palinsesto: l'elenco che decide che cosa puoi trovare
L'articolo 2, lettera s) definisce il palinsesto: il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva. La conseguenza giuridica è secca: si può prendere gioco soltanto su eventi che sono in quell'elenco approvato.
Nel calcio l'effetto è invisibile, perché il palinsesto riempie uno spazio che tutti conoscono. Sull'esports l'effetto è quello di un filtro: se il videogioco non è nel programma approvato, il concessionario non solo non lo offre, ma non può offrirlo. E ADM aggiunge eventi uno per uno, come dimostra il caso della Setka Cup autorizzata a settembre 2026, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Il punto di equilibrio attuale, quindi, è questo. Da un lato un mercato in crescita, con un Esports World Cup da 75 milioni di dollari e un montepremi record già raggiunto da The International; dall'altro un'autorizzazione che procede per singolo evento e che non ha prodotto nessun annuncio pubblico sull'apertura del palinsesto agli esports. Nessuno dei due lati cancella l'altro, e chi si aspetta che il secondo segua il primo in tempi brevi sta facendo una previsione, non una constatazione.
Dove il gioco non è legale: l'elenco degli inibiti e cosa rischia chi punta
C'è una parte della disciplina che ha conseguenze dirette sul modo in cui si cerca un bookmaker, ed è quella che riguarda il gioco illegale. Offrire gioco a distanza a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L'articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l'elenco dei siti legali legati ai concessionari e l'elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti dell'Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM incorrono in una sanzione da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello di DNS, e alcuni provider sono più lenti di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il verbo che riassume il risultato è «oscurati», e descrive bene l'andamento: una partita a rincorrersi, non una chiusura definitiva.
Sul lato del giocatore la regola è altrettanto netta, ed è ADM stessa a formularla. Nella propria comunicazione del 28 febbraio 2024 l'Agenzia ricorda che la legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, «prevede l'arresto fino a tre mesi e un'ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all'Estero», e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L'importo dell'ammenda e l'eventuale esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti, ma la norma applicabile al partecipante è scritta, e non è una leggenda metropolitana.
La differenza pratica tra un sito con concessione e uno senza
Chi mette a confronto due siti dovrebbe tenere a mente una lista di cose che un .it autorizzato porta con sé. La prima è il collegamento al RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, che blocca l'accesso a ogni piattaforma online di un concessionario ADM e alle sale sul territorio. La seconda è la vigilanza dell'Agenzia: un'autorità italiana che risponde a un reclamo e a cui un operatore deve rendere conto. La terza sono gli strumenti di limitazione obbligatori previsti dall'articolo 15. La quarta è un foro legale italiano per qualunque controversia.
Un marchio .com senza concessione non ha nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa descrive la norma, espone il giocatore a una sanzione di carattere penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, e quelle licenze in Italia non valgono nulla.
La zona offshore va descritta per quello che è: non protetta. Non c'è il RUA a fermare chi ha chiesto di essere fermato, non c'è un'autorità italiana a cui rivolgersi, non c'è nessun obbligo di limiti di deposito. Non serve aggiungere altro per farne capire il senso, e non serve nessun nome.
Il marchio che si dimentica e le sorprese dell'elenco
Una verifica onesta, però, produce anche risultati imbarazzanti, e vale la pena scriverli. Al 25 ottobre 2026 alcune insegne note al pubblico italiano non compaiono tra le 52 righe dell'elenco dei concessionari autorizzati: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano.
Questo non li trasforma automaticamente in operatori illegali: il quadro può cambiare, l'elenco è un documento datato, e una concessione può essere in corso di rilascio. Ma per chi cerca dove mettere i propri soldi, e non una sentenza, la conseguenza è pratica: quei marchi non sono verificabili con lo strumento che l'Italia mette a disposizione. Un conto è puntare due euro su una partita; un altro è tenere un saldo su una piattaforma di cui non puoi controllare lo stato.
Nessuna delle regole che questo articolo descrive vale per un operatore senza concessione italiana: né il RUA, né i limiti, né la tassazione alla fonte. È una constatazione, ed è probabilmente la cosa più utile che si possa dire in una pagina come questa.
Il gioco d'azzardo non è un rischio zero: limiti, pausa, autoesclusione
La frase che apre questa parte non è un avvertimento di stile, è un fatto. Il gioco d'azzardo non è un rischio zero, e chi lo presenta come tale sta vendendo qualcosa. La buona notizia è che in Italia gli strumenti per ridurre il rischio sono obbligatori per legge, e questo li rende un criterio di scelta: un operatore senza concessione non li ha per nessuna ragione, mentre un concessionario deve averli per forza e deve descriverli nelle proprie condizioni.
Vale la pena conoscerli dal lato di chi paga, perché ogni strumento ha un costo o una latenza che nessuno pubblicizza.
L'articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca: alla lettera a) gli strumenti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita; alla lettera b) i limiti sulle somme depositate in un periodo definito, che il concessionario fissa in base all'età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lettera c) i messaggi automatici sulla durata e sulla spesa della sessione; alla lettera e) gli strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; alla lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
C'è poi un obbligo di comunicazione che raramente finisce sotto gli occhi del lettore. L'articolo 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l'anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la contropartita di un mercato regolato: chi vuole operare in Italia paga anche per spiegare come non farsi male.
Il primo strumento, però, non è una regola scritta: è la scelta che fai in registrazione.
Limiti di deposito: si scendono in un minuto, si risalgono in una settimana
Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato entra in vigore dopo sette giorni. È la regola che descrive il vero funzionamento del sistema, e la asimmetria non è una dimenticanza: serve a impedire che un momento di entusiasmo trasformi in un clic un limite appena fissato.
Sul percorso di registrazione, almeno un operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Lo stesso impianto si ritrova nella pratica generale: al momento dell'apertura del conto il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e la protezione è reale solo se il numero che scegli è basso davvero.
Qui sta il costo nascosto di tutta questa architettura. Un limite di deposito non è un tetto alle perdite: è un tetto a quanto puoi mettere nel conto in un periodo. Puoi rispettare alla lettera un limite settimanale e perdere l'intero importo ogni settimana, per cinquanta settimane, senza violare una sola regola. Il sistema è costruito per rallentare, non per fermare, e chi lo confonde con un freno automatico ha capito la norma e non il suo effetto.
Quale sia il tetto di deposito che ADM fissa nel bando non è noto, e in ogni caso i numeri che contano sono quelli che l'operatore scrive nelle proprie condizioni: vanno letti lì, conto per conto, perché la stessa piattaforma può applicarli in modo diverso a seconda del canale.
Pausa, autoesclusione e RUA: tre strumenti che funzionano in tempi diversi
Le condizioni di un concessionario italiano prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due formulazioni convivono perché la seconda arriva dalla disciplina più recente, e il punto per il lettore è che la durata breve non è una via di fuga rapida: una pausa dichiarata è una pausa effettiva.
L'autoesclusione è registrata nel RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, e questo è il suo vero valore. Il blocco vale su ogni piattaforma online di un concessionario ADM e sulle sale sul territorio. Non esiste un modo di aprire un secondo conto altrove per aggirarlo, e non esiste nemmeno una scorciatoia: la rete è unica per tutti gli operatori autorizzati. Il rovescio della medaglia è ovvio: i siti senza concessione non sono collegati al registro, e per quel giocatore non c'è protezione. È l'argomento più forte che esista a favore di un operatore autorizzato, e non ha niente a che vedere con la qualità delle quote.
Un operatore offre anche periodi di pausa più brevi accanto ai limiti di versamento, agli avvisi sull'attività di gioco e all'autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d'azzardo 800 55 88 22. La differenza tra una pausa e un'autoesclusione non è terminologica: la prima è un intervallo che scegli tu in un menu, la seconda passa dal registro nazionale e ti taglia fuori da tutto. Chi non è sicuro di riuscire a fermarsi da solo dovrebbe usare la seconda, non la prima.
E il titolo per giocare, infine, richiede un conto pienamente identificato. Un conto di gioco necessita dell'identificazione completa: un operatore rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l'articolo 3, comma 1, lettera a) mette la tutela dei minori tra i princìpi del settore. Non è un formalismo da superare con pazienza: è il motivo per cui i prelievi funzionano.
Tasse, prelievi e ricariche: chi paga e quando
Sul fisco le cose stanno diversamente da come le racconta il chiacchiericcio. L'imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall'articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e quelle vinte. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, dopo che in passato erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull'ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Il giocatore, invece, sta fuori da questo conto. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo avviene alla fonte: è il concessionario a versare, e chi vince riceve la somma netta senza compilare nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa specializzata e non confermata da una pagina dell'amministrazione finanziaria, quindi vale la pena consultare un commercialista se la cifra è rilevante.
Il discorso cambia del tutto fuori dal perimetro. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell'Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell'articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all'estero, tassabili secondo l'articolo 69 del TUIR per l'intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta applicata al momento del pagamento e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L'aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Chi cerca gli esports in Italia ha un motivo in più per leggere questa parte. Le discipline che ci interessano stanno tipicamente su piattaforme che il pubblico italiano associa ai videogiochi, e i giochi sono un settore dove i confini tra operatore autorizzato e operatore estero si confondono facilmente: il nome non aiuta, la concessione sì.
Ricariche e prelievi: la rotta che passa dal tabaccaio
Sui pagamenti esiste una regola poco conosciuta e molto concreta. L'articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro dei punti — tabaccai, ricevitorie — che possono ricaricare il conto di gioco online soltanto su richiesta del titolare dopo l'identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già indicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Quei punti non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l'iscrizione al registro costa 100 € l'anno.
La conseguenza per il giocatore è banale ma va detta, perché delude sempre qualcuno: il tabaccaio serve per mettere soldi dentro, mai per tirarli fuori. Il prelievo passa dal conto, con le modalità che l'operatore indica nelle proprie condizioni, e non esiste un percorso alternativo.
Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono le carte, le PostePay e le altre carte prepagate, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti in tabaccheria con i servizi di SisalPay e Mooney. È la gamma che ci si aspetta da un mercato maturo, e va letta come tale: è l'elenco dei mezzi che circolano, mentre il dettaglio di quello che un singolo operatore accetta sta nelle sue condizioni. Il quadro delle criptovalute presso i concessionari ADM è aperto, e non si conosce nessuna norma che nomini le rotaie approvate. C'è infine una regola in preparazione: l'articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d'intesa con la Banca d'Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione, ma l'entrata in vigore non è confermata. Se diventerà operativo, il conto offshore diventerà più difficile da rifornire; oggi non lo è ancora.
Dal bando al marchio: come si arriva a un operatore autorizzato
Vale la pena ricostruire la catena, perché chiarisce che cosa si sta verificando quando si controlla un nome. ADM pubblica un bando di gara; le società presentano domanda; l'Agenzia assegna le concessioni; ogni concessione è legata a uno o più siti .it; il concessionario comunicà il proprio numero nelle condizioni del sito. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ciascuna e nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.
Il passaggio da 93 domande a 52 concessioni è la parte che spiega molte cose. La gara non è un accesso libero: c'è un piano di investimenti da presentare, una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un impegno sui limiti di deposito, e un assegno a sei zeri. La conseguenza è che nel mercato italiano non entra chiunque, e che l'elenco autorizzato è corto per costruzione.
Per il giocatore questo si traduce in una sequenza di controlli, tutti pubblici. Il primo è l'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, che nel nostro caso riporta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Il secondo è la pagina dei siti inibiti, il cui accesso viene oscurato. Il terzo è il numero di concessione che l'operatore stesso dichiara. Se i tre controlli concordano, si sta parlando con un operatore autorizzato.
Attenzione a un malinteso ricorrente. Poiché un'azienda può gestire più siti con la stessa concessione, trovare due marchi diversi con lo stesso numero non è un errore né un allarme: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Quello che conta è la riga dell'elenco, non il nome in vetrina.
Il numero di concessione nel confronto
Quando si guarda la tabella sopra, un avvertimento è d'obbligo: quei numeri non dicono nulla sulla qualità di un operatore. Dicono che esiste un titolo, che è quello che il quadro normativo richiede. Il resto — quote, mercati, funzioni, tempi di prelievo — si valuta altrove.
Una concessione, però, non è solo una formalità. È il presupposto del RUA, della vigilanza, dei limiti obbligatori e del foro italiano. È la differenza tra un rapporto con un'azienda che risponde a un'autorità e un rapporto con un'azienda che non risponde a nessuno.
Le dieci piazze sotto la lente, una per una
Passiamo ai singoli operatori. L'ordine non è una classifica, e nessuno di loro, nella propria presentazione, mette in vetrina una disciplina esports: questa è la cosa da tenere a mente mentre si legge, perché un bookmaker completo sul calcio non è automaticamente completo su tutto il resto.
Eurobet: il palinsesto più largo, e il vuoto dove servirebbe
La concessione è la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul portale Eurobet. La stessa società gestisce anche Bwin e giocodigitale: se ti sembra di aver visto quel marchio da un'altra parte, è perché è così.
La caratteristica di questa piazza è l'ampiezza del palinsesto dichiarato. L'app Eurobet Sport va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. È il catalogo più eterogeneo della lista: nessuno degli altri dieci si spinge fino alle elezioni.
Questa larghezza dice due cose opposte, ed è giusto tenerle entrambe. Da un lato dimostra che la piattaforma non ha paura di listini fuori standard, e che la presenza degli scacchi — un gioco di abilità con un seguito competitivo — segnala un'apertura verso ciò che non è sport di squadra. Dall'altro lato è proprio in mezzo a questo catalogo che l'assenza di una disciplina esports pesa: in un palinsesto che si spinge fino alle elezioni, l'assenza di League of Legends o di Counter-Strike non è una scelta di prudenza tematica, è un vuoto specifico. Chi cerca scommesse sugli esports trova qui uno dei cataloghi più ricchi del mercato italiano e nessuna conferma su quello che cercava.
Sisal: la piattaforma che regge il volume, e il dettaglio che manca
Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., portale Sisal. È la concessione verificabile su cui poggia l'offerta descritta nella app.
Il numero che definisce questo operatore è la scala. L'app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su partite di calcio, volley, tennis e basket. È una capienza che pochi listini italiani raggiungono, e non è solo un vanto pubblicitario: gestire 15.000 eventi in diretta richiede un'infrastruttura che regge anche i picchi del sabato pomeriggio.
Il catalogo dei mercati ha una struttura riconoscibile. Tra le scommesse proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate sui tiri in porta, sui rigori e sulle espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l'evento finisca. A fianco, il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l'app affianca alle scommesse sportive l'ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
I 15.000 eventi live sono la ragione per cui questa piazza meriterebbe un'esposizione esports più di altre, se la disciplina fosse in palinsesto: la capacità tecnica c'è, e la sezione streaming è già il posto dove un appassionato passerebbe il tempo. Nella presentazione dell'app, però, gli sport nominati restano calcio, volley, tennis e basket. Chi vuole sapere se un videogioco è comparso nel listino deve guardare la sezione live giorno per giorno, non la descrizione del prodotto.
Sul versante delle promozioni, il bonus di benvenuto richiede di essere titolari di un conto di gioco, di registrarsi sul sito o dall'app e di effettuare una prima ricarica; il credito accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. È un tipo di offerta legata al deposito, e va letta per quello che è.
William Hill: la promozione costruita sul campionato italiano
Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc, sito William Hill. La società di riferimento è maltese, il che ricorda che la concessione ADM è legata al sito italiano e alla società che lo gestisce per l'Italia.
Qui la caratteristica distintiva è una meccanica, non un catalogo. L'Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Ci sono tre condizioni dentro una riga sola, e ognuna morde.
Il costo di una promozione così si calcola velocemente. Per ricevere 5 € di freebet devi giocare 20 € su una multipla di almeno cinque eventi con una quota totale non inferiore a 10.0. Non è la stessa cosa di giocare 20 € su una singola: cinque eventi insieme si comportano come cinque scommesse separate per il margine, e il bookmaker incassa cinque volte. Il tetto di 100 € non è un limite alla vincita, è il massimo che il club può arrivare a distribuire in una stagione: tradotto, duecento settimane di gioco a queste condizioni, che è più di quanto duri una Serie A.
Un appunto di onestà sul tipo di offerta. Una freebet non è denaro: la puntata di una freebet di norma non viene restituita insieme alla vincita, e questo cambia il conto in modo non marginale rispetto a un bonus in contanti. Inoltre la finestra è corta: la freebet arriva alla settimana, non a gennaio. Chi punta in Serie A per passione trova qui un ritorno settimanale che si adatta alle abitudini; chi cercava un listino esports ha sbagliato porta.
Planetwin365: la copertura del calcio, tutta
Concessione n. 16007, Pwo S.p.a., portale Planetwin365. L'azienda è italiana di diritto, e il catalogo segue una logica nazional-popolare.
L'app elenca i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta. La Serie C è il dettaglio che fa capire il tipo di offerta: nessuna piattaforma spinge la copertura su un campionato minore se non ha un pubblico che lo chiede.
Il numero delle tipologie di sport è più interessante di quanto sembri. Più di venti discipline significa che la macchina del palinsesto sa gestire regolamenti e formati diversi — e un torneo di videogiochi è esattamente questo, un formato diverso. La capacità teorica, ancora una volta, non è il problema.
La lettura che ne do è prudente ma non severa. Ventidue discipline con risultati in diretta sono un argomento a favore della piattaforma per un giocatore generalista. Per chi cerca specificamente esports, però, l'elenco è un catalogo di sport con regole stabili e federazioni riconosciute: nessuna voce riguarda un videogioco, e nessuna comunicazione dell'operatore lascia intendere che stia per arrivare.
Lottomatica: il calcio, i motori e lo streaming
Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), portale Lottomatica. La società che gestisce il marchio ha un nome che pochi lettori riconoscerebbero: GBO Italy. È il caso più evidente della regola per cui il concessionario non coincide con l'insegna.
L'app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita. Il profilo è quello di un operatore molto forte su due fronti — campionato italiano e sport motoristici — e costruito per il giocatore che segue la partita mentre la guarda.
Questo tipo di impianto ha un pregio e un effetto. Il pregio è la qualità dello streaming abbinato al live: chi scommette sulla Serie A seguendo la diretta riceve un'esperienza che un catalogo esotico non offre. L'effetto è che tutto l'investimento è orientato a quegli eventi. Da qui passa la decisione: Lottomatica è una piazza seria per chi vuole il calcio italiano con il live vero, e non offre nessun elemento per chi cerca altro. Non è una mancanza: è una scelta, e una scelta coerente.
bet365: il partner UEFA, e la porta che potrebbe aprirsi per prima
Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, portale bet365. Anche qui la società è maltese.
Il posizionamento internazionale dell'operatore è dichiarato nel nome: l'app si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La partnership con la UEFA è il pezzo di credibilità che nessun altro marchio della lista può esibire con la stessa formulazione.
Su questa pagina, però, il fatto più rilevante è un altro, e ha una data. Settembre 2026: ADM autorizza la Setka Cup e bet365 è il primo partner, come riporta la stampa di settore. È l'unico precedente documentato di un concessionario italiano che si muove per primo su un evento nuovo, e spiega perché questo marchio è quello da tenere d'occhio se l'apertura agli esports arrivasse.
Continua a offrire anche boxe e freccette, discipline che non hanno il pubblico del calcio ma hanno una struttura di torneo con un vincitore chiaro. È il tipo di apertura che rende credibile l'ipotesi della Setka Cup come modello: quando la struttura normativa lo consente, questo operatore è disposto a occupare lo spazio prima degli altri.
Betsson: i mercati classici su scala internazionale
Concessione n. 16027, Azzurri Limited, portale Betsson. La società che gestisce il marchio è la stessa alla base di Starcasino: due insegne diverse, una titolarità sola.
L'app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Sono i mercati canonici dello sport di squadra, quelli che il giocatore italiano conosce senza doverli studiare.
Il catalogo è internazionale per respiro e tradizionale per impostazione. Migliaia di eventi pre-match e live descrivono una piattaforma capace di volume, e i mercati nominati descrivono una piattaforma che non cerca nicchie: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal sono il dizionario di base del calcio. Chi vuole scommettere su un videogioco non trova qui un mercato dal nome familiare: i formati esports vivono su mercati diversi, e nessuno di essi compare nell'elenco delle tipologie dichiarate.
StarCasinò: il bookmaker dentro il casinò
Concessione n. 16026, Azzurri Limited, portale Starcasino. Il marchio condivide il titolare con Betsson, e già questo orienta la lettura: la licenza è una, le insegne due.
Il modo in cui l'operatore presenta il proprio prodotto è anche la sua etichetta. L'app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. L'ordine della frase non è casuale: il casinò è il primo prodotto, il bookmaker il secondo.
Questo cambia il tipo di lettore a cui la piazza si rivolge, e va detto senza moralismi: per chi cerca scommesse sportive di nicchia, un prodotto dove il casinò è l'elemento trainante non è il posto naturale dove cercare la profondità di una disciplina. Qui il messaggio è coerente e lo sport è trattato come un servizio accessorio, con gli eventi principali coperti e il resto lasciato stare.
Betfair: lo scambio che nessun altro offre, con le sue quote
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., portale Betfair. È l'unico operatore della lista con un titolo specifico su un gioco che gli altri non hanno.
L'app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione, però, copre anche l'exchange, il betting exchange ammesso dalla legge italiana come gioco separato: nell'articolo 6, comma 1, lettera e), e definito all'articolo 2, lettera u) come il gioco dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.
Sul funzionamento dell'exchange italiano ci sono regole proprie, riportate nella documentazione dell'operatore: per gli account sull'exchange italiano figurano regole aggiuntive, come un limite minimo di 200 centesimi sulla puntata a favore («back») con incrementi di 50 centesimi. Una nota commerciale del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo ricade sul concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto, e Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Il punto che riguarda questa pagina è però un altro, e vale più delle commissioni. In un exchange il prezzo non lo fa il bookmaker: lo fanno gli altri giocatori. Non c'è un margine incorporato nel listino, c'è una commissione applicata in altro modo, e questo cambia la natura del costo. Il rovescio è che un exchange ha bisogno di controparte, e su una disciplina con pochi frequentatori la controparte non arriva: un mercato vuoto non è un mercato a margine zero, è un mercato che non esiste.
SNAI: la meccanica combinatoria e il Cash Out
Concessione n. 16032, Snaitech Spa, portale Snai. È un nome storico del gioco italiano, e la concessione è legata alla società italiana del gruppo.
Il catalogo dei mercati dichiarati è dettagliato. L'app offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell'evento. I mercati sono granulari: tiri in porta, cartellini e rigori sono metriche di dettaglio che richiedono dati in tempo reale e un modello che li tenga aggiornati.
Su questo catalogo si innesta la funzione più interessante per il nostro tema. La My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. È la struttura che servirebbe per giocare una serie al meglio delle tre: ogni mappa ha il suo esito, ogni esito ha il suo prezzo, e la quota finale è una sola.
Il limite è evidente e va detto. La My Combo unisce sport diversi, non videogiochi, e i tre nominati sono calcio, tennis e basket. Chi cerca esports trova qui un meccanismo pronto e un catalogo che non lo usa. La distanza tra i due è la stessa che attraversa tutta questa pagina: la capacità tecnica dei concessionari italiani è chiaramente sufficiente, quello che manca è il titolo per giocarla.
Che cosa resta in mano a chi punta
Tiriamo le fila di quello che questa pagina ha messo in fila, perché il lettore possa usarla per decidere e non solo per capire.
La prima cosa da sapere è che nessuno dei dieci operatori esaminati dichiara una disciplina esports nella presentazione del proprio prodotto. Non è una prova che non la offrano: è una constatazione di ciò che dicono di sé, ed è l'unica che si possa fare oggi con materiale verificabile.
La seconda è che il quadro normativo non è un ostacolo teorico. Il palinsesto è approvato da ADM evento per evento, la Setka Cup autorizzata a settembre 2026 lo dimostra, e non risulta nessun annuncio pubblico di apertura agli esports. Chi vuole scommettere su League of Legends in Italia, oggi, sta cercando un prodotto che il mercato regolato non è ancora tenuto a offrire.
La terza riguarda il costo. Il margine del bookmaker è dentro ogni quota, compresa quella di un mercato di nicchia, dove per giunta tende a essere più largo. L'unico modo di sapere quanto si paga è leggere il listino del giorno, perché il numero non è pubblicato da nessuna parte.
La quarta riguarda la scelta del posto. La concessione ADM è l'unico test verificabile in Italia, e vale per il RUA, per i limiti, per la vigilanza e per la tassazione alla fonte. Un marchio estero non porta nessuna di queste cose e, per come ADM descrive la legge 401 del 1989, articolo 4, espone il giocatore a una sanzione di carattere penale.
Per chi si chiede come usare tutto questo, la risposta più concreta è una sequenza. Prima si controlla che il sito sia nell'elenco dei concessionari autorizzati, e che il numero di concessione che l'operatore dichiara corrisponda. Poi si guarda il proprio limite di deposito, scegliendolo basso, sapendo che si abbassa in un minuto e si alza in una settimana. Poi si legge cosa l'operatore scrive su eventi rinviati, risultati modificati e tornei interrotti, perché su un videogioco quella regola la scrive lui. Poi si guarda il margine del mercato che interessa, invece di guardare la quota più alta in vetrina. Solo alla fine si decide quanto mettere in gioco.
Resta un'ultima considerazione, che vale più di ogni numero. Il gioco d'azzardo non è un rischio zero, e un mercato in crescita come quello degli esports attirerà sempre qualcuno che lo presenterà come una scorciatoia — un sistema, un'informazione riservata, una quota garantita. Non esiste nessuna delle tre, e nessuna pagina seria le offrirà. Quello che esiste è un elenco di operatori autorizzati, una manciata di strumenti di protezione che funzionano davvero, e un numero di telefono, 800 55 88 22, per chi si accorge di aver superato il limite. Chi ha bisogno di fermarsi trova nel RUA lo strumento più efficace che il sistema italiano metta a disposizione, e non ha nessun motivo di cercare altrove.
Domande frequenti sulle scommesse sugli esports
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto che il concessionario prepara e ADM approva, uno per uno. Il quadro normativo è ampio — l'articolo 6, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 include le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, le corse dei cavalli, i giochi di abilità e il bingo — ma ogni singolo evento va autorizzato. Se il palinsesto comprenda gli esports non è dato sapere.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. In alternativa si guarda il numero di concessione dichiarato dall'operatore nelle proprie condizioni, e la pagina dei siti inibiti: se i controlli concordano, il sito è autorizzato.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. Nelle multiple le quote dei singoli eventi si moltiplicano tra loro e formano una quota unica. La vincita non è mai il profitto: quella distinzione è la prima che conviene avere chiara.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato — 1 diviso la quota di ciascuno — e si guarda di quanto il totale supera il 100 %. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il ritorno complessivo è di circa il 95 % e il margine di circa il 5 %. Nessuno lo pubblica: si calcola.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo avviene alla fonte: è il concessionario a versare l'imposta unica. Va però letta come ricostruzione riportata dalla stampa specializzata, non confermata da una pagina dell'amministrazione finanziaria, e per importi rilevanti conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento dell'apertura del conto si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e almeno un operatore chiede di impostare anche un massimo di ricarica e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. L'articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 prevede sia i limiti sulle somme depositate sia quelli su tempo, spesa e perdita. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni.
Questo contenuto è stato creato dal team di Puntata Sicura.
